Si riparte dialogando con la gente
Se organizzi iniziative in cui si racconta cosa sta accadendo a Sesto, quali sono gli scenari futuri e quali le possibili alternative, la gente risponde presente. Ci deve semplicemente essere la volontà politica di coinvolgerla. È questo il messaggio che è arrivato dai due incontri che ho voluto allestire nei giorni scorsi a Villa Mylius. Due
tematiche sociali che hanno un peso importante per la nostra città e in entrambi i casi la sala era gremita e non dai soliti addetti ai lavori, ma da persone comune, desiderosi di capire cosa accade e pronti a fare domande e a interagire. Una lezione che chi amministra la nostra Sesto dovrebbe tenere bene a mente, perché vanno
bene gli eventi ludici (per farsi belli), ma poi ci vuole anche impegno serio e concreto su temi delicati.
E invece no. I nostri amministratori sono sempre in prima fila quando c’è da sorridere, da indossare la fascia tricolore per farsi immortalare e se non c’è un fotografo ufficiale magari ci si fa un bel selfie, che non si sa mai. No, non è così che si governa seriamente una città come Sesto San Giovanni. Per amministrare la nostra
città serve il confronto, il dialogo e soprattutto ascoltare.
Il messaggio arrivato da queste due iniziative, una riguardante il futuro delle aree Falck e cosa sta succedendo, l’altra più generica su cosa sta succedendo in tutta Sesto (dando la parola alle associazioni e ai comitati cittadini), è stato forte e chiaro: se fai, se proponi, se coinvolgi e se spieghi bene, la gente ti segue perché ha
desiderio di sapere e capire.
E allora ecco che dopo serate come queste l’entusiasmo cresce ancora di più. La sensazione di essere sulla strada giusta, la strada dei sestesi quelli semplici e non quelli che hanno interessi, aumenta. Ed è per questo che mi sento di dire che è arrivato il momento di aumentare ancora di più l’impegno e la partecipazione nei
confronti della politica, quella della P maiuscola e non quella del fumo negli occhi con qualche ballo e qualche festa. Che sia chiaro servono ma non possono essere gli unici momenti in cui la politica incontra la gente. Basta con l’apparire, è ora di essere e di esserci.
Come dico sempre “Tra tutti coloro che ti parlano c’è qualcuno che ti ascolta”. E ora come non mai è arrivato il momento di mettere da parte le parole e passare ai fatti.
Iniziando proprio interagendo con la gente. I sestesi non sono persone da mettere in fila e indottrinarli; i sestesi hanno il sacrosanto diritto di dire la loro, di spiegare cosa vogliono per il futuro, di raccontare come immaginano la nostra Sesto e cosa si aspettano dalla politica. Gli slogan saranno anche belli, ma serve la concretezza. E allora proprio ai sestesi mi viene da suggerire: diffidate da chi vi parla in continuazione e non viene in mezzo a voi per sentire cosa avete da dire.
Riprendiamoci la politica, perché è uno meraviglioso strumento per crescere che deve essere nelle mani di tutti e non di pochi che si sentono intoccabili perché eletti, magari con percentuali pure irrisorie.